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Telesterion
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Il mwdgmwdwtelestèrion (mweain greco τεληστήριονmweq?, luogo delle iniziazioni, da τελέω, esser portato a compimento, a perfezione, iniziatocite-ref-1[1]) è un edificio monumentale mwfggreco antico del santuario di mwfwEleusi, in mwgaAttica, destinato alla celebrazione del complesso rituale dei mwgqmisteri eleusini. Le evidenze archeologiche sono in accordo con le fonti letterarie, dimostrano cioè come le origini dell'edificio (insieme al culto che all'interno si celebrava) affondino le loro radici almeno nella piena mwggetà micenea. L'edificio è stato rimaneggiato più volte sino a raggiungere architettura stabile solo in mwgwetà classica, quando il mwhatelesterion fu riedificato probabilmente da mwhqIctino intorno al 445 a.C. e successivamente ultimato in mwhgetà ellenistica con l'edificazione del portico da parte dell'architetto mwhwFilonecite-ref-2[2].

Nel telesterion di Eleusi fu iniziato mwjqEschilo, originario di Eleusi.cite-ref-3[3]

Contents

Storia
Note

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Storia

Durante l'mwlqepoca micenea esisteva già un piccolo luogo di culto. Al tempo di mwlgPisistrato (525 a.C.) l'edificio aveva raggiunto una forma quadrangolare e circondato da gradinate per accogliere i fedeli. Nel mwlw480 a.C. fu distrutto dai mwmaPersiani dopo la mwmqbattaglia delle Termopili. Al tempo di mwmgCimone (465 a.C.) furono iniziati i lavori per l'ampliamento. Interrotti, furono in seguito ripresi da mwmwPericle (447-438 a.C.) che li affidò all'architetto mwnaIctino, autore della sistemazione monumentale dell'mwnqAcropoli di Atene. Nel mwng330 a.C. Filone aggiunse un portico con colonne doriche. In mwnwepoca romana fu distrutto durante l'invasione dei mwoaCostoboci e ricostruito da mwoqMarco Aurelio nel mwog170. Nel mwow396 i mwpaVisigoti di mwpqAlarico invasero l'Attica distruggendo il mwpgtelesterion definitivamentecite-ref-4[4].

Gli edifici di età arcaica e classica

Verso il 520 a.C. l'edificio di precedente edificazione e risalente al VII a.C. venne ampliato per accogliere un numero maggiore di fedeli. Esso acquisì una struttura quadrangolare, con l'mwrqanaktoron (un ambiente destinato a contenere l'immagine sacra di mwrgDemetra) situato in uno degli angoli e una serie di gradini addossati a tre pareti per permettere ai fedeli di assistere ai misteri. Uno dei lati si apriva all'esterno su un portico retto da colonne doriche; le colonne interne erano di ordine ionico.

L'edificio dei mwsaPisistratidi fu distrutto dai Persiani nel 480 a.C. e venne riedificato sotto mwsqCimone già nel 465 a.C. Il progetto prevedeva un edificio ancora più grande del precedente, che riportava l'mwsganaktoron al centro dello spazio ora rettangolare, ma non venne terminato e fu ripreso sotto Pericle dall'architetto Ictino. Ictino aveva previsto uno spazio quadrangolare, con l'interno articolato su due ordini per i fedeli, un deambulatorio mediano per le processioni e uno spazio centrale per il culto. La copertura doveva essere sostenuta da sole venti colonne, disposte in cinque file da quattro, in modo da liberare la vista verso il centro. Anche il progetto di Ictino non fu portato a termine.

L'edificio di Filone

L'edificio completo, alla data dell'ultima modifica apportata nel 330 a.C., aveva una pianta quadrangolare di cinquantadue metri per lato ed era dotato di sette gradini che correvano lungo tutto il perimetro del quadrato. Al centro era posto l'anaktoron accanto al trono dello mwtgIerofante, sede vera e propria dei rituali misterici. Le colonne di sostegno erano divenute quarantadue. A Filone spetta il completamento del portico costruito solo sul lato principale dotato di quattordici colonne in ordine dorico e sormontato da un frontone. L'accesso all'edificio era consentito da coppie di porte aperte sui lati nord, est e sud.

Fonti antiche

Sembra che siano da ammettere due differenti luoghi di culto: un originario tempio realizzato da Ictino, pressappoco sul luogo in cui poi venne costruito il tempio "L" di età romana, e il mwuqtelesterioncite-ref-5[5]. Strabonecite-ref-6[6] e Vitruviocite-ref-7[7] parlano di Ictino come realizzatore di una struttura con cella per Kore e Demetra, priva di colonne esterne (per guadagnare spazio e accogliere un maggior numero di fedeli): quindi un tempio vero e proprio (senza peristasi). Mentre sappiamo che il mwxgtelesterion era un edificio, in nulla simile ad un tempio. Plutarco parla invece di Corebo come iniziatore del mwxwtelesterion, completato poi da mwyaMetagene e Xenocle, autore quest'ultimo dell'mwyqopaion. Vi sono poi anche fonti iconografiche a conferma di questa ipotesi che menzionano Filegoro e Atenodoro come autori del portico del mwygTelesterion e non Filone, (come vorrebbe invece Vitruvio): quest'ultimo sarebbe invece autore di un vestibolo, forse su committenza di mwywDemetrio Falereo (fine IV a.C.), nel tempio di Ictino.

Note

cite-note-11. mwag(mwawmwbaIT) Tommaso Serafini, mwbqmwbgTelesterion: contributo alla definizione di una tipologia architettonica e funzionale, in "Annuario della Scuola Archeologica di Atene e delle Missioni Italiane in Oriente", vol. 97, 2019, pp. 130-156. mwbwURL consultato il 1º dicembre 2020.
cite-note-22. mwcwThe Oxford Dictionary of Architecture (3ª edizione) s.v. mwdamwdqPhilo or Philon.
cite-note-33. mweqJean Marquès-Rivière, mwegmwewStoria delle dottrine esoteriche, Edizioni Mediterranee, 1984, mwfaISBNmwfq 9788827207840. mwfwURL consultato il 15 febbraio 2018.
cite-note-44. mwgwmwhamwhqELEUSI in "Enciclopedia Italiana", su mwhgtreccani.it. mwhwURL consultato l'8 novembre 2017.
cite-note-55. "Mysteria. Archeologia e culto del santuario di Demetra a Eleusi" di Lippolis Enzo, Mondadori 2006 (Cap. III, pg. 90)
cite-note-66. Geografia, IX, 395
cite-note-77. De Architectura, VII praef. 16

Bibliografia

• mwlaAntonio Giuliano, Arte greca : Dall'età classica all'età ellenistica, Milano, Il saggiatore, 1987, pp. 598-600.
• Tommaso Serafini, mwlw“mwmaTelestérion: contributo alla definizione di una tipologia architettonica e funzionale”, in “Annuario della Scuola Archeologica di Atene e delle Missioni Italiane in Oriente” 97, 2019, pp. 130-156.
• L'architettura greca: dalle origini all'eta classica / di Giorgio Bejor e Francesca Ghedini. In: Archeo, n. 99 (maggio 1993).
• Arte e archeologia Greca / John Griffiths Pedley. - Roma: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato; Libreria dello Stato, 2005 - 400 p.mwmw : ill.mwna ; 25 cm;
• Mysteria. Archeologia e culto del santuario di Demetra a Eleusi / Lippolis Enzo, Mondadori 2006 (Cap. III, pg. 90)

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